eccoci al nostro terzo appuntamento del martedì.
Oggi voglio parlarti di qualcosa di delicatissimo: il potere delle parole nella conciliazione.
Un tema che incontro spesso nella mia attività di CTU CONCILIATORE, e che nel libro affronto con profondità perché, te lo assicuro, fa davvero la differenza.
Tra i casi che racconto, ce n’è uno che ha segnato un passaggio importante nel mio modo di lavorare.
Lo chiamo Il caso delle parole sbagliate.
Due fratelli.
Una casa ereditata.
Una divisione che, sulla carta, sembrava piuttosto semplice.
Ma al primo incontro inizia lo scontro.
A un certo punto, uno dei due pronuncia una frase tagliente: “Tu non hai mai fatto la tua parte nella vita. Non inizierai certo adesso.”
Una frase non tecnica, ma devastante.
Quando la senti, capisci che non stai gestendo un incarico, ma una ferita.
E capisci anche un’altra cosa: se non la riconosci, quella frase distruggerà qualsiasi possibilità di accordo.
In quel momento, come CTU CONCILIATORE, il mio compito è stato duplice:
- Accogliere il peso emotivo di quella frase, senza farmi trascinare dal conflitto.
- Riposizionare la conversazione, riportando entrambi sul terreno dei fatti, degli interessi e non delle accuse.
Come scrivo nel libro:
“Il CTU CONCILIATORE deve imparare a riconoscere le parole che fanno deragliare una conciliazione prima ancora che accada.”
Quel giorno ho visto chiaramente che una parola può chiudere una conciliazione, ma un’altra può riaprirla.
Tre regole che non mi abbandonano mai
- Non ignorare ciò che non è tecnico. Spesso è proprio lì che si rompe tutto.
- Nomina il non detto, con delicatezza. Dare voce a ciò che pesa, senza giudicare, apre spiragli.
- Riporta sempre il dialogo sul possibile, non sul passato.
Il passato crea distanza.
Il possibile crea accordi.
È qui che nasce la vera conciliazione: non quando le parti capiscono cosa vogliono, ma perché lo vogliono.
Ed è qui che si definisce la figura del CTU CONCILIATORE: un tecnico che unisce procedura, metodo, etica e intelligenza relazionale.
Se senti questo approccio appartenerti e vuoi svilupparlo davvero, allora il percorso che inizierà a febbraio ti sarà molto utile.