nelle scorse mail ti ho parlato di quanto, nella comunicazione, spesso il problema non sia ciò che diciamo con le parole… ma ciò che l’altro percepisce, perché non è possibile non comunicare e la comunicazione inizia molto prima delle parole.
Abbiamo parlato di incongruenza, di linguaggio non verbale, di quanto i primi minuti di un incontro possano orientare una relazione molto più del contenuto tecnico stesso.
Oggi voglio fare un passo in più.
Hai mai sentito parlare del mirroring?
Immagina questa situazione.
Tu sei lì che stai spiegando una situazione legata allo stato legittimo di un immobile.
Oppure una difformità edilizia da regolarizzare.
Magari una veranda, un abuso stratificato, una sanatoria complessa.
Sai perfettamente quello che stai dicendo.
Eppure senti che qualcosa non sta funzionando.
L’altra persona si irrigidisce da subito.
Sembra distante.
Oppure semplicemente… non entra davvero nella conversazione.
Molto spesso, in situazioni come queste, manca un elemento fondamentale della comunicazione relazionale: il mirroring.
È il meccanismo attraverso il quale il cervello tende a percepire come più “vicino” chi comunica con modalità simili alle proprie.
Succede attraverso:
- postura
- tono della voce
- ritmo
- gestualità
- modalità di espressione
Attenzione però.
Il mirroring non significa imitare qualcuno.
Se è forzato, si percepisce immediatamente.
Il punto è imparare a leggere l’altro:
- capire il suo ritmo comunicativo
- il suo livello di tensione
- il suo modo di elaborare le informazioni
- la sua modalità relazionale.
Perché quando questo non accade, anche la comunicazione tecnica più corretta rischia di perdere efficacia.
E nel nostro lavoro succede continuamente.
È proprio su questi aspetti, e su molto altro, che lavoreremo durante la giornata formativa del 12 giugno 2026 a Firenze. Un corso UNICO ed ESCLUSIVO.
Non teoria astratta. Ma strumenti concreti per comprendere meglio le dinamiche relazionali e migliorare il modo in cui comunichiamo ogni giorno.