come sai da circa trent’anni studio il ruolo di conciliatore del CTU.
E più approfondisco questo tema, più mi convinco di una cosa. La conciliazione è una competenza professionale. Punto.
Eppure nessuno ce l'ha mai insegnata.
E la vera che dovremmo porci è: quando il giudice mi chiede "tenti la conciliazione" so davvero che cosa debbo fare?
Abbiamo studiato norme, procedure, metodologie e aspetti processuali.
Ma come si gestisce davvero un conflitto?
Come si gestiscono le parti, i loro avvocati ed i consulenti tecnici?
Che ti accordo si può individuare: distributivo o cooperativo?
Il risultato è che alcuni errori si ripetono molto più spesso di quanto immaginiamo. Errori comprensibili certo. Ma che possono compromettere le possibilità di accordo.
In questa newsletter vorrei condividere quelli che considero tre errori molto frequenti nella gestione della conciliazione.
ERRORE N. 1 Decidere al posto delle parti.
Molti CTU pensano che il loro compito sia trovare la soluzione giusta. Non è così. La soluzione funziona quando le parti la riconoscono come propria.
Più il CTU decide, meno le parti partecipano.
Più le parti partecipano, più aumenta la possibilità di accordo.
Il CTU non deve sostituirsi alle parti.
Deve aiutarle a decidere.
ERRORE N. 2 Non rendere condiviso il processo conciliativo.
La conciliazione non può essere un dialogo riservato tra il CTU e alcuni soggetti coinvolti o peggio ancora imposto.
Parti, avvocati e consulenti di parte devono comprendere il percorso che si sta sviluppando ed il CTU deve costruire un processo condiviso e cooperato. Quando qualcuno si sente escluso, tende a diffidare.
Quando qualcuno comprende il metodo, tende a collaborare.
La trasparenza non è una formalità.
È uno strumento di conciliazione.
ERRORE N. 3 Aspettare la bozza di CTU per parlare di accordo.
Molti CTU iniziano il tentativo conciliativo dopo avere inviato la bozza.
Spesso è troppo tardi.
A quel punto le posizioni si sono irrigidite. Le aspettative si sono consolidate. Le parti si preparano a contestare.
La conciliazione funziona meglio quando viene coltivata durante tutto il percorso peritale. Non alla fine.