PRVACY NELLA MEDIAZIONE DELEGATA

PER LA MEDIAZIONE DELEGATA ARRIVANO LE REGOLE DEL GARANTE DELLA PRIVACY

 

 

Il decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28 ha reso obbligatorio il preventivo tentativo di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali nelle materie di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Il procedimento di mediazione si svolge presso gli organismi di mediazione, enti pubblici o privati, iscritti nel registro degli organismi di mediazione istituito presso il Ministero della Giustizia - Dipartimento per gli affari di giustizia.

Il Garante privacy, con due autorizzazioni (pubblicate sulla G.U. n. 101 del 3 maggio 2011), è intervenuto sulla disciplina del trattamento dei dati personali delle parti interessate e dei soggetti coinvolti nel procedimento di mediazione.

Il trattamento dei dati personali, ivi compresi i dati sensibili (relativi, ad esempio, allo stato di salute) e giudiziari, deve essere conforme alle norme di legge, cioè al Codice in materia di protezione dei dati personali.

Il Codice prevede che i soggetti pubblici possano trattare dati sensibili e giudiziari in base a un'espressa disposizione di legge nella quale siano specificati i tipi di dati, le operazioni eseguibili e le finalità di rilevante interesse pubblico perseguite.

Le finalità di interesse pubblico sono, nel caso specifico, volte a far valere il diritto di difesa in sede giudiziaria e rientrano nelle attività sanzionatorie e di tutela previste dall’articolo 71 del Codice.

Ai fini del trattamento dei dati sensibili e a carattere giudiziario, gli organismi di mediazione pubblici sono tenuti, pertanto, a rispettare la normativa sulla protezione dei dati personali e aggiungere al proprio regolamento un documento che individui i tipi di dati (quali stato di salute, vita sessuale, condanne) e le operazioni eseguibili (vale a dire raccolta presso l'interessato o presso terzi, elaborazione in forma cartacea o automatizzata).

Procedure semplificate per i mediatori, elevate garanzie per i dati sensibili e giudiziari delle parti.
Con un provvedimento e due autorizzazioni "ad hoc" il Garante privacy ha semplificato procedure e adempimenti degli organismi di mediazione civile pubblici e privati che trattano dati sensibili e giudiziari mantenendo comunque elevato il livello di garanzia per i diritti e le libertà fondamentali delle parti coinvolte. L'intervento del Garante si è reso necessario perché la mediazione comporta l'uso dei dati personali delle parti che si avvalgono della conciliazione e degli altri eventuali protagonisti coinvolti nel procedimento, anche di tipo sensibile (ad es. richieste di risarcimento del danno da responsabilità medica o diffamazione) e giudiziario (ad es. dati relativi a sentenze di condanna penale in base alle quali si può chiedere il risarcimento).

Leggi il comunicato stampa: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1808879 

Leggi il provvedimento:http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1809039

Leggi le due autorizzazioni:

1)   Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili nell'attività di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali - 21 aprile 2011
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 3 maggio 2011)
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1808658

2) Autorizzazione al trattamento dei dati a carattere giudiziario correlato all'attività di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali - 21 aprile 2011
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 21 aprile 2011) http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1808676

 

 

 

 

 

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