CONTRIBUTO DI PAOLO FREDIANI NELLA RIVISTA AZIMUT

Contributo "Un buon tecnico è un buon C.T.U.?" periodico "AZIMUT"

Sul n.3 del 2011 della rivista AZIMUT, periodico regionale a cura del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Ancona è stato pubblicato un interessante contributo a firma di Paolo Frediani sul tema delle quelità del consulente tecnico di ufficio

Invero è da constatare come le attività di consulente tecnico di ufficio e perito, ovvero quelle figure di ausilio fondamentale alle attività dell’autorità giudiziaria nei settori civile e penale hanno da sempre affascinato i professionisti; sì è frequentemente osservato quelle attività con rispetto, ed anche (da parte dei più giovani) con un po’ di soggezione, dovute principalmente al fatto che le conoscenze e competenze tecniche private del tecnico vengono poste al servizio della pubblica giurisdizione, sia essa civile che penale, come qualificato contributo per trarne un giudizio.

D’altra parte per coloro che svolgono costantemente il detto ruolo, il compito è vissuto come fonte di prestigio professionale, tanto da manifestarne l’esercizio attraverso biglietti da visita, carta intestata e targhe all’ingresso dello studio.

Ed infatti il consulente tecnico di ufficio svolge una funzione giurisdizionale importante per il giudice. Esso rappresenta “l’occhio specialistico” del magistrato quando questi si trova a dover decidere su aspetti che esulano dalle proprie competenze e conoscenze. Occorre altresì osservare che sempre più spesso – ancor di più nello stato attuale della giustizia nel nostro paese –  il risultato del lavoro dell’esperto (la c.d. relazione peritale), quando la questione controversia si risolve in aspetti esclusivamente tecnici – diventa la sostanza della decisione del magistrato. Pertanto non appare eccessivo sostenere che il consulente tecnico finisce per decidere, in quei casi, l’esito della controversia.

La figura del consulente tecnico di ufficio, anche per questi motivi, da lungo tempo, è stata frutto di trattazioni in pubblicazioni, seminari e convegni di studio nel mondo delle professioni, in particolare di quelle tecniche, ambiti nei quali si è rivolto costantemente l’interesse alle funzioni precipue dell’ausiliario giudiziario, alle proprie attività ed alle risultanze del lavoro peritale.

Viceversa dobbiamo laconicamente registrare come non si sia mai posto al centro dell’attenzione il tema delle qualità e conoscenze che un consulente tecnico di ufficio dovrebbe poter garantire per lo svolgimento corretto e compiuto del proprio ruolo. Non parliamo tanto delle conoscenze proprie del professionista, garantite dalla “speciale competenza tecnica” statuita dalle disposizioni codicistiche, quanto di quelle specifiche dell’ambito di svolgimento della propria opera, ossia le regole e norme del processo che, ove sottovalutate, finiscono soventemente per condizionarne gli esiti.

L'articolo in una trattazione compiuta e chiara affronta il delicato tema di quali qualità il CTU deve poter garantire al magistrato per un corretto adempimento del compito.

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