ROTAZIONE IN INCARICHI DI CTU: UN'ASSURDITA'

Assai spesso colleghi, nell’ambito dei corsi, mi domandano sulla rotazione degli incarichi di consulente tecnico di ufficio; la detta rotazione, o meglio “distribuzione degli incarichi” è sancita dall'art. 23 disp.att.c.p.c. dove si richiama anche la "vigilanza" del presidente del tribunale ed il limite massimo di incarichi da assegnarsi a cura dell'ufficio.

E’ bene però osservare che la rotazione origina dal presupposto che tutti gli iscritti siano parimenti idonei ad assolvere alle funzioni ed in possesso delle medesime qualità tecnico-professionali per la specifica materia oggetto di contesa giudiziaria; ed anche che gli stessi iscritti conferiscano uguale importanza e cura agli incarichi ricevuti come alla propria formazione e crescita professionale nel ruolo. Ciò è anche richiesto dalla delicatezza e dalla responsabilità oramai racchiuse in ogni consulenza tecnica giurisdizionale.

Apparirò assurdo, ma oggi non è però possibile comprendere tale idoneità e preparazione nel ruolo: invero,  per le particolari funzioni di consulente tecnico non vi è prevista alcuna specifica di requisiti nell’art.15 disp.att.c.p.c. che fissano quelli richiesti per l’iscrizione all’albo dei consulenti tecnici. Essi infatti sono rimasti fermi a chiedere al candidato "... speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali."

In tal senso la rotazione – in un evidente paradosso – oggi finisce per cagionare proprio ciò che la norma art.23 disp. att. cpc. vuole impedire ossia “……danno per l’amministrazione della giustizia…..”

In sostanza l’equanimità nella distribuzione degli incarichi dei consulenti sollecitata dalla norma frequentemente non si traduce nella equità di giustizia statuita dalla Costituzione; per soddisfare il requisito della rotazione, non si soddisfa quello indispensabile di avere un consulente adeguato, preparato e rispondente alle funzioni richieste.

Sarebbe un po' come se il farmacista fosse spedito in sala operatoria perché ha un camice bianco!

Il presupposto della rotazione non può che originarsi da una vera e seria selezione ed elezione degli iscritti all’albo (parliamo di qualificazione? perchè vale per uno che deve certificare il contenimento energetico degli edifici e non per il CTU?) e siccome oggi a tale elenco può di fatto iscriversi qualunque professionista, oggi è una vera assurdità invocare la c.d. rotazione se non a pena di considerare accettabile il recare seri pregiudizi (più o meno frequentemente) al funzionamento della giustizia e serissimi danni alla parti in causa.

Non vedo che cosa si aspetti a porvi rimedio!

P.s.: ridendo (sic!), mi sono ricordato che il mio primo corso (Dicembre 1999) l'ho aperto con una slide dal titolo di una domanda "Può un buon tecnico essere un buon CTU? Oggi dopo 18 anni i corsi CTU li apro con la solita slide!!

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