L'omicidio del Geom. Massano: solo tragica follia?

La tragica morte del collega Marco Carlo Massano apre uno scenario se vogliamo inedito per gli esperti giudiziari e li mette dinnanzi ad una durissima realtà.

Posto che davanti ad un omicidio poche sono le considerazioni da fare se non quello dell’avvertire il segnale di una società sempre più cruenta e marginalizzata in taluni soggetti, comunità incapace di leggere i comportamenti potenzialmente violenti e mettere in atto strumenti conseguenti, quello che si può invece denunziare, oggi in un grido di dolore, è una condizione di grande trascuratezza ed assenza di attenzione verso coloro che svolgono gli incarichi di consulenza nelle procedure esecutive.

Da tempo segnalo tale stato di cose.

Ho più volte messo in evidenza, sia su queste pagine che in quelle delle diverse pubblicazioni, come la figura dell’esperto stimatore sia diventato uno “scudo umano” metafora che tristemente ha assunto i connotati non voluti di una premonizione con la vicenda del collega piemontese, tragedia peraltro anticipata da una analoga sempre in piemonte circa dieci anni fa dove perse la vita un altro collega.

In verità da molto tempo, ma in particolare con l’avvento della riforma DL.83/2015 e L.132/2015  l’incarico di esperto nelle esecuzioni immobiliari si è arricchito di nuovi contenuti e responsabilità divenendo una complessa prestazione professionale alla quale non corrisponde (e non ha mai corrisposto) una cornice normativa e regolamentare di certezze e garanzie per l’ausiliario chiamato a prestare la propria opera. Anche la definizione da parte del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura delle “Buone prassi in materia di esecuzioni immobiliari” non ha affatto colmato le lacune ma anzi se vogliamo ha posto un accrescimento del livello di obbligazioni per l’esperto. Questo finanche a mio parere dal dover riformulare, in linea all’attuale quadro di oneri, la definizione testuale dell’incarico rispetto a quella contenuta negli articoli 568 c.p.c. e 161 disp.att. c.p.c: da “esperto stimatore” a “esperto valutatore e certificatore della commerciabilità immobiliare”.

Se da una parte l’esperto diventa centrale per le finalità degli obiettivi delle varie riforme legate alla “efficienza” ed alla “rapidità” della procedura, dall’altra lo stesso legislatore non si è mai curato della particolare delicatezza ed importanza delle funzioni di quell’esperto; anzi con l’ultima riforma se ne addirittura dimidiato il compenso.

Ma di cosa stiamo parlando?

Un insieme di carenze funzionali del quadro normativo, una sottovalutazione generale della portata, della complessità e della delicatezza di tali funzioni,  malgrado loro, accettate da tutti i consulenti che si trovano costretti a dover lavorare in queste condizioni.

Un insieme di criticità  che – come avevo avuto modo di segnalare - dovrebbero essere superate con precipui indirizzi operativi di fonte normativa (ma non solo), solo a titolo di esempio, creando la possibilità di ricorrere ad incarichi collegiali nelle diverse discipline, disponendo la possibilità di ricorrere alla consulenza legale e notarile su aspetti giuridici del bene, definendo specifici protocolli d’intesa tra il tribunale ed enti local che formalizzino l’impegno da parte degli uffici pubblici a fornire risposte certe, chiare univoche su questioni legate alla legittimità del bene, ai percorsi amministrativi per conseguirla ed alle altre indicazioni che vengono richieste all'ausiliario.  

Ma il primo aspetto segnalato, il più importante di tutti, posto tragicamente all’attualità dal dramma del collega astigiano, è la sicurezza personale degli ausiliari, obiettivo tutt'altro che impraticabile da conseguire.

Per ogni ausiliario dovrebbe essere previsto da parte del giudice nelle procedure esecutive (con autorizzazione concessa a processo verbale di affidamento dell’incarico) la possibilità di acquisire informazioni di Pubblica Sicurezza sui soggetti esecutati; questo per dar modo di sapere chi si troveranno di fronte quando varcheranno la soglia dell’immobile cosi da poter eventualmente assumere le contromisure necessarie a loro tutela.

Parlo della possibilità, concessa dal giudice delegato in base ai suoi poteri officiosi, di rivolgersi agli organi di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale ect.) per conoscere lo stato e le condizioni di quel soggetto, l’eventuale presenza di precedenti violenti, il possesso di armi da fuoco o di altro tipo, la presenza di eventuali provvedimenti di matrice penale e/o amministrativa posti a suo carico e, in quei casi, avere l’autorizzazione a farsi assistere alle operazioni dalla forza pubblica. Questo potrebbe essere concesso dai giudici delegati in forza al potere loro riconosciuto dalla norma e, se del caso, ove non già disposto, anche attraverso la nomina anticipata del custode. Laddove questo vi fosse stato nel caso in parola non si può certo dire che il povero collega Massano avrebbe avuta salva la vita ma certamente la mano armata dell’omicida davanti alla forza pubblica avrebbe forse avuto una diversa reazione rispetto a quella che ha assunto trovandosi davanti ad un “inerme e solitario servitore civile della Stato”. E questo, con ogni evidenza, non può non dirsi  intimamente connesso alla responsabilità che uno Stato ha di tutelare in tutte le forme, senza lesinare mezzi e risorse, con ogni strumento utile e idoneo l’incolumità dei propri servitori.

Questo con il caso del povero collega Massano è divenuto oggi ancor più improcrastinabile; questo lo si deve ai numerosi colleghi che con senso del dovere ed impegno si prodigano tutti i giorni in una funzione delicata e sottopagata e lo si deve fare prima che decidano che il “gioco non vale più la candela” abbandonando l'esercizio di tali funzioni.

Ma ora più che mai tutto questo si deve alla memoria del Geom. Marco Carlo Massano, Servitore Civile dello Stato, ed alla sua famiglia, innocenti vittime sì della follia umana ma anche di troppa disattenzione di una giustizia eccessivamente attenta ai dati e poco alle persone.

 

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AIUTIAMO LA FAMIGLIA DEL GEOM. MASSANO

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Asti ha aperto una sottoscrizione fondi per aiutare la famiglia del Geom.Massano.
Tutti possiamo dare un aiuto concreto alla moglie ed ai tre figli piccoli, l'ultimo di un anno di età.
Possiamo essere vicini alla famglia del povero collega con un gesto concreto, dimostrando davvero di essere una comunità professionale.
c/c Banca Reale spa Iban IT43B0313801100000018117838.

 

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