Caro Daniele

ci siamo conosciuti in un momento difficile delle nostre vite.

Anche se ci conoscevamo poco, quei giorni sono sembrati una eternità.

Ero venuto a trovarti in ospedale. Volevo salutarti e infonderti nuova forza quando un messaggio terribile, bruciante mi ha detto che te ne eri andato. Dopo aver lottato e sofferto, un destino orribile da accettare, ti ha portato via a 46 anni.

Non sono riuscito ad arrivare in tempo per stringerti la mano. Di questo sono addolorato. 

Lo faccio idealmente con queste poche righe, rivolgendoTi un pensiero commosso.

Ciao Daniele. Riposa in pace.



Non è provocazione parlare di futuro del consulente tecnico in un momento in cui è incerto lo stesso presente? Forse sì ma proprio per questo appare importante “lanciare un sasso nello stagno” per comprendere quali prospettive possono presentarsi per tale figura.

Anzitutto giova osservarsi che come nel passato (ai tempi dei romani era l’arbiter più tardi l’agrimensor e poi il perito fino al consulente dei giorni nostri) nessun giurista potrà fare a meno dell’apporto specialistico dell’esperto per decidere le vertenze; ancor più in un futuro dove la specializzazione e la settorializzazione sarà spinta all’ennesima potenza.

Per questo la figura troverà centralità come già oggi si rappresenta agli occhi di chi opera nei tribunali anche con finalità conciliative.

Ma allora vi è da chiedersi: di fronte a tale centralità (e dell'incremento considerevole di iscritti che vi è stato negli ultimi anni) vi è di pari passo un riconoscimento di professionalità attraverso una selezione per l’accesso all’albo? E Vi è poi un riconoscimento economico che possa essere congruente all’importanza delle funzioni di tali figure?

La risposta purtroppo non può che essere negativa per entrambi i versanti.

Da un lato alcuna abilitazione particolare nè speciale competenza sotto il profilo tecnico-giuridico sono oggi richieste al CTU (certo non lo sono i generici e vetusti requisiti previsti dall’art.15 disp.att. cod.proc.civ della specchiata condotta morale, della speciale competenza tecnica e dell’iscrizione alle associazioni professionali); dall’altro il pensiero sottile che ha sempre guidato il legislatore nel ritenere per certi versi un “servizio alla comunità” le funzioni di consulente e perito ha condizionato fortemente il quadro delle tariffe, oggi più di ieri, totalmente inadeguate, penalizzanti e disancorate a principi di giustizia economica per un professionista che svolga con probità, diligenza e professionalità quelle funzioni.

Ecco che allora potremmo concludere questa breve riflessione considerando che  vi sarà futuro della figura del consulente tecnico se il legislatore in primis, e le categorie professionali a seguire matureranno la consapevolezza che le funzioni, oggi essenziali per il corretto funzionamento della giustizia nel nostro paese non potranno essere svolte da “chiunque” e dovranno subire un radicale cambiamento di rotta in termini di selezione di accesso e di tariffe adeguate.

Presso il Cinema Astra di Lucca un importante convegno sul CTU vede impegnati geometri, avvocati e magistrati.

Nel corso dei lavori sarà trattato il ruolo del Consulente Tecnico d’Ufficio da sempre centrale nello svolgimento di gran parte dei procedimenti civili.Nel corso degli anni il ruolo del CTU ha poi assunto sempre maggiore importanza, tanto da assurgere al ruolo di Conciliatore istituzionalmente costituito dall’art. 696 bis del Codice di Procedura Civile.E’ dunque pleonastico sottolineare l’importanza e la delicatezza del compito, che deve essere svolto non solo con reale spirito di servizio ma anche e soprattutto con una vera e concreta cooperazione con gli Avvocati ed i Consulenti di Parte.

I relatori sono il Prof. Luiso, illustre studioso e giurista, Il Dott. Terrusi, magistrato di Cassazione ed il Geom. Paolo Frediani, pubblicista ed esperto della materia

Convegno LUCCA 6.02.2017 IL VADEMECUM CTU

Assai spesso colleghi, nell’ambito dei corsi, mi domandano sulla rotazione degli incarichi di consulente tecnico di ufficio; la detta rotazione, o meglio “distribuzione degli incarichi” è sancita dall'art. 23 disp.att.c.p.c. dove si richiama anche la "vigilanza" del presidente del tribunale ed il limite massimo di incarichi da assegnarsi a cura dell'ufficio.

E’ bene però osservare che la rotazione origina dal presupposto che tutti gli iscritti siano parimenti idonei ad assolvere alle funzioni ed in possesso delle medesime qualità tecnico-professionali per la specifica materia oggetto di contesa giudiziaria; ed anche che gli stessi iscritti conferiscano uguale importanza e cura agli incarichi ricevuti come alla propria formazione e crescita professionale nel ruolo. Ciò è anche richiesto dalla delicatezza e dalla responsabilità oramai racchiuse in ogni consulenza tecnica giurisdizionale.

Apparirò assurdo, ma oggi non è però possibile comprendere tale idoneità e preparazione nel ruolo: invero,  per le particolari funzioni di consulente tecnico non vi è prevista alcuna specifica di requisiti nell’art.15 disp.att.c.p.c. che fissano quelli richiesti per l’iscrizione all’albo dei consulenti tecnici. Essi infatti sono rimasti fermi a chiedere al candidato "... speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali."

In tal senso la rotazione – in un evidente paradosso – oggi finisce per cagionare proprio ciò che la norma art.23 disp. att. cpc. vuole impedire ossia “……danno per l’amministrazione della giustizia…..”

In sostanza l’equanimità nella distribuzione degli incarichi dei consulenti sollecitata dalla norma frequentemente non si traduce nella equità di giustizia statuita dalla Costituzione; per soddisfare il requisito della rotazione, non si soddisfa quello indispensabile di avere un consulente adeguato, preparato e rispondente alle funzioni richieste.

Sarebbe un po' come se il farmacista fosse spedito in sala operatoria perché ha un camice bianco!

Il presupposto della rotazione non può che originarsi da una vera e seria selezione ed elezione degli iscritti all’albo (parliamo di qualificazione? perchè vale per uno che deve certificare il contenimento energetico degli edifici e non per il CTU?) e siccome oggi a tale elenco può di fatto iscriversi qualunque professionista, oggi è una vera assurdità invocare la c.d. rotazione se non a pena di considerare accettabile il recare seri pregiudizi (più o meno frequentemente) al funzionamento della giustizia e serissimi danni alla parti in causa.

Non vedo che cosa si aspetti a porvi rimedio!

P.s.: ridendo (sic!), mi sono ricordato che il mio primo corso (Dicembre 1999) l'ho aperto con una slide dal titolo di una domanda "Può un buon tecnico essere un buon CTU? Oggi dopo 18 anni i corsi CTU li apro con la solita slide!!

Dopo 18 anni di attività di formazione con oltre 300 corsi progettati e condotti in aula, Paolo Frediani nel 2017 presenta un programma ricco di argomenti, in corsi base ed avanzati, sulle materie della Consulenza Tecnica di Ufficio, Consulenza Tecnica di Parte, del diritto, della valutazione immobiliare, delle vertenze in condominio e della comunicazione umana.

Il nuovo anno ha però aperto le porte ad un nuovo tipo di offerta formativa; infatti Paolo Frediani inaugura il programma “Le materie del CTU”, caratterizzato da tre diversi eventi. Con il programma si scende sul terreno della materie oggetto di cause e vertenze giudiziarie scegliendo tra le più delicate ed importanti. Il programma rappresenta un diverso modello formativo per il consulente tecnico giudiziario (CTU e CTP) affrontando non più solo il "come" ma anche il "Cosa" degli incarichi giurisdizionali su temi di grande impatto ed interesse per il tecnico legale ed oggetto dei maggiori incarichi giudiziari.

I corsi, operati con la collaborazione di altri relatori qualificati, sono:

  • LE DISTANZE IN EDILIZIA Il corso, di 8 ore formative, affronta in modo diretto, con pratici esempi e la maggior giurisprudenza, le ricorrenti problematiche connesse alle distanze nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica.
  • LA STIMA IMMOBILIARE E LE SUE APPLICAZIONI IN AMBITO GIURISDIZIONALE (Il docente del corso è il Geom. Livio SPINELLI) Il corso, di 8 ore formative, tratta la metodologia estimativa con particolare riferimento ai casi più frequenti oggetto di vertenze giudiziarie
  • IL CONDOMINIO: CONTROVERSIE RICORRENTI CON PROFILI TECNICO-GIURIDICI (Il docente del corso è il Geom. Simone SCARTABELLI)Il corso, di 8 ore formative, dopo i principi generali, analizza la casistica di maggiore portata nell’ambito del condominio per il consulente tecnico con casi pratici ed utili indicazioni

I nuovi corsi del programma formativo "le materie del CTU" saranno disponibili dal mese di Aprile 2017.

Se vuoi scaricare la nuova offerta formativa: Offerta Formativa 2017 Paolo Frediani

“La cura per la giustizia civile continua a produrre effetti positivi e migliora il settore in efficienza e performance”. Commenta così il ministro della Giustizia Andrea Orlando i dati del monitoraggio ministeriale relativi al II trimestre 2016 pubblicati sul sito internet Giustizia.it alla paginaMonitoraggio Giustizia Civile.

Gli indicatori in esame – ai numeri su pendenze e arretrato si aggiungono ora quelli su durata e mediazioni – si confermano infatti tutti positivi.

I procedimenti pendenti al 30 giugno 2016 restano ben al di sotto della soglia dei 4 milioni (3.886.285) e in calo rispetto al I trimestre, così come le pendenze in tema di esecuzioni e fallimenti (577.498).

Stesso trend in discesa per l'arretrato dei procedimenti ultra-triennali in tribunale (la cosiddetta giacenza patologica, a rischio condanna per la legge Pinto), ora a quota 447.375, in calo anche rispetto ai numeri del I trimestre.

Scende ancora il dato sulla durata effettiva dei procedimenti in tribunale: 992 giorni nel I semestre 2016, per la prima volta al di sotto dei mille giorni; così come continua a migliorare l'indice complessivo di durata di tutti gli affari di tribunale, secondo la formula utilizzata dalla Cepej: 390 giorni nei primi sei mesi di quest’anno (confermando la proiezione di 367 giorni a fine 2016 negli affari civili di primo grado), rispetto ai 427 del 2015 e ai 487 del 2014.

Si conferma in aumento, infine, il dato sulle mediazioni civili e commerciali, che nel 2015 ha sfiorato le 200mila iscrizioni e che, nel primo trimestre 2016 supera già le 52mila unità.

 

La Suprema Corte di Cassazione e gli uffici giudiziari con reiterati pronunciamenti succedutisi nel tempo hanno oramai costantemente statuito che l’obbligazione del pagamento del consulente tecnico di ufficio ha natura solidale per le parti del giudizio, indipendentemente dagli esiti del processo. Ciò poiché il consulente ha operato concretamente nel supremo e superiore interesse della giustizia.

Pertanto, indipendentemente dal fatto che il giudice abbia posto a carico di una o entrambe le parti del giudizio il pagamento dell’opera peritale, non si esclude la natura solidale del debito nei confronti del consulente.

Ciò posto, l’eventuale ripartizione  del compenso è rilevante solo in ordine al rapporto per così dire “interno” tra le parti e vale la pena osservare che il regresso non opera nei confronti del consulente d’ufficio che, nella sua precipua qualità di consulente del giudice, che origina la propria attività nel supremo interesse della giustizia, può richiedere l’intero ammontare del compenso liquidatogli a ciascuna di esse.

Al C.T.U. non è quindi opponibile la pronuncia sulle spese contenuta nella sentenza che abbia definito il giudizio nel quale aveva esercitato la sua funzione, poiché il principio di soccombenza attiene esclusivamente al rapporto tra le parti e non opera nei confronti dell’ausiliario del giudice. Di conseguenza, qualora sia stato emesso un titolo provvisoriamente esecutivo, non adempiuto della parte obbligata, il consulente può chiedere, legittimamente, in giudizio il compenso nei confronti dell’altra parte.

Di seguito alcuni dei pronunciamenti più recenti ed importanti.

Il compenso dovuto al consulente d'ufficio è posto solidalmente a carico di tutte le parti, atteso che l'attività dallo stesso espletata è finalizzata alla realizzazione del superiore interesse della giustizia. Tale interesse non rileva, invece, nei rapporti interni tra le parti, nei quali la ripartizione delle spese è regolata dal diverso principio della soccombenza. (Trib. Potenza, 01/02/2016)

Il decreto di liquidazione di cui alla L. n. 319 del 1980, art. 11 ha e conserva efficacia esecutiva nei confronti della parte ivi indicata come obbligata e – finchè la controversia non sia risolta con sentenza passata in giudicato, che provveda definitivamente anche in ordine alle spese – ha l’effetto di obbligare il CTU a proporre preventivamente la sua domanda nei confronti della parte ivi indicata come provvisoriamente obbligata al pagamento e solo nel caso di sua inadempienza può agire nei confronti dell’altra, in forza della responsabilità solidale che, in linea di principio, grava su tutte le parti del processo per il pagamento delle spese di CTU e che perdura anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza conclusiva del processo, anche indipendentemente dalla definitiva ripartizione fra le parti dell’onere delle spese. (Cass. civ. 8 novembre 2013 n. 25179)

In tema di spese processuali, al consulente d'ufficio non è opponibile la pronuncia delle spese contenuta nella sentenza che abbia definito il giudizio nel quale aveva esercitato la sua funzione, perchè il principio della soccombenza attiene soltanto ai rapporti tra le parti e non opera nei confronti dell' ausiliare, tanto che le parti di quel giudizio sono obbligate in solido nei confronti dell'ausiliare al pagamento del suo compenso. (Trib. Salerno Sez. II, 07/02/2012)


Si sono concluse le lezioni di Paolo Frediani nell'ambito del corso "FORMAZIONE IN CONSULENZA TECNICA PER L’AUTORITA’ GIUDIZIARIA" organizzato dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Torino e dalla Fondazione del medesimo ente.
Le lezioni, volte nel periodo 6 - 21 dicembre, hanno avuto ad oggetto:

  • Le novità per gli esperti stimatori di cui al DL.83/15 e L.132/15
  • Particolarità del ruolo del consulente
  • La conciliazione del CTU
  • Le tariffe ed i compensi del CTU
  • Il CTP difensore tecnico nel processo civile

Intensa e piena la partecipazione dei geometri torinesi che hanno manifestato grande apprezzamento per le lezioni, i loro contenuti didattici e le modalità con cui sono state condotte da Paolo Frediani.

Grande affluenza ha avuto l'iniziativa organizzata dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Catania presso la sala meeting dell'Hotel Mercure di Piazza Verga a Catania.

Davanti a circa 400 partecipanti, dopo i saluti dei presidenti degli ordini professionali e quella del giudice delegato, dopo una prolusione del Prof.Marco Simonotti, si sono susseguite relazioni su diversi temi.

Ha concluso i lavori l'intervento di Paolo Frediani sul tema "La questione dei compensi" che ha analizzato la tanto discussa novella dell'art.161 disp.att.c.p.c. con gli elementi critici e delicati sui quali molte diuscussioni si sono aperte in seno alle diverse catagorie professionali e che hanno suggerito un emendamento all norma che è ancora in attesa di pubblicazione.

Vedi i trailer dell'intervento di Paolo Frediani sull'home page nella sezione del profilo twitter.

Una importante decisione è stata assunta dal Tribunale di Varese in ordine all'applicazione del tanto discusso art.161 disp.att.c.p.c.nelle esecuzioni immobiliari.

Con una circolare diramata a firma del presidente di sezione e dei giudici delegati è stato comunicato che " In considerazione della notevole complessità del quesito posto, in conformità al disposto di legge, agli esperti nominati per la stima degli immobili nelle esecuzioni immobiliari, involgente non solo la mera stima del bene ma la sua conformità catastale e urbanistica, il suo stato di possesso, l'assoggettamento a vincoli la cui individuazione richiede spesso difficoltose ricerche e, soprattutto , il controllo di completezza della documentazione, si ritiene valutabile fa richiesta dell'esperto di maggiorazione del compenso ai sensi dell'art. 52 ckp.r. n. 115/2002, ferma la discrezionalità del riconoscimento e dellian e del quantum della maggiorazione, nei limiti di legge.

Inoltre la nota sottolinea che "...la base di calcolo del compenso, ferma l'operatività del criterio di cui all'art. 161 , terzo comma, disp. att, c.p.c., può essere individuata, ai fini della liquidazione dell'acconto e nei casi in cui si fa luogo a vendita, nel valore di stima dell'immobile al lordo delle decurtazioni previste dall'art. 568 C.P.C." ed ancora che " Quanto alla stima di immobili indivisi, si reputa possibile liquidare il compenso sui valore dell'intero compendio stimato, anche in considerazione del successivo utilizzo della stima nel giudizio di divisione scaturente ex art. 600 c.p.c.. funzione da tempo auspicata da chi scrive e speriamo foriera della definitiva introduzione della modifica da tempo richiesta all'infausta novella."

E' una decisione significativa ed importante nell'indirizzo di riconoscere l'essenziale opera dell'ausiliario nella delicata funzione e foriera auspichiamo della modifica della infelice norma da tempo auspicata.

Scarica qui la circolare: COMUNICAZIONE TRIBUNALE VARESE 21.10.2016

News

Questo sito utilizza cookie. Continuando a consultare questo sito web acconsenti all'utilizzo dei nostri cookie.