Il percorso formativo di base ha finalità di approfondire il ruolo e le attività del C.T.U. nell’esercizio dei tentativi di conciliazione nel corso dei propri incarichi. Il giudice, attese le difficili condizioni del sistema giudiziario, chiede da sempre al proprio ausiliario di tentare la conciliazione della controversia, anche al di fuori delle previsioni codicistiche, come oramai la prassi consente.
La legge 14 Maggio 2005 n. 80 ha riconosciuto formalmente al C.T.U. il potere conciliativo. Infatti con l’art. 669 – bis “Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite” – si dà potere al C.T.U. di tentare la conciliazione della controversia in amplissimi settori del contenzioso, su tutti quelli in materia di appalti di lavori e compravendite immobiliari, spogliando l’esperimento dai limiti previsti dall’art. 198 c.p.c. Questo riconoscimento se da una parte va nella direzione di configurare il C.T.U. come un vero e proprio conciliatore che assiste le parti in lite facilitandone la comunicazione e facendone emergere gli interessi che sono alla base del contenzioso per giungere ad un accordo per loro soddisfacente, dall’altra sottintende che l’esperto, per la concreta riuscita del tentativo, debba possedere le adeguate conoscenze e competenze nella conduzione e gestione di una procedura di conciliazione. Il corso fornisce l’inquadramento normativo e le necessarie nozioni di base per esperire l’importante attività.

 

Programma generale (4 ore)

- La conciliazione nella C.T.U. ed il ruolo del consulente
- L'istituto della media - conciliazione ed il conciliatore; Metodi di risoluzioni delle controversie
- La conciliazione del C.T.U.
- La metodologia e la gestione del tentativo di conciliazione da parte del C.T.U.
- Valutazione dei partecipanti al corso mediante test

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