LA CONCILIAZIONE DEL CONSULENTE TECNICO DI UFFICIO
Come e perchè il CTU può essere conciliatore della causa
Giuffre editore [2015]
di Paolo Frediani
L’autore, partendo dal lavoro che nel 2004 per lo stesso editore dal titolo “La conciliazione nella CTU” lo aveva nei fatti portato ad anticipare ciò che il legislatore due anni più tardi avrebbe introdotto con l’istituto della Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite  - art.696 – bis c.p.c., riversa nelle pagine del volume tutta la sua passione e dedizione all’importante ruolo di conciliatore del consulente tecnico.

D’altra parte il C.T.U. ha sempre avuto un ruolo centrale nel giudizio civile e negli ultimi anni – per tutta una serie di ragioni non ultima la sempre maggiore complessità delle vertenze –  la sua funzione ha assunto maggior rilievo e tra queste (forse meno conosciuta da più ma per questo non certamente meno importante) vi è quella di conciliatore.

Da ben tempo prima che si parlasse nel nostro paese dei c.d. sistemi alternativi della giustizia civile, conosciuti a livello internazionale con l’acronimo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) e dei relativi operatori (conciliatore e, più tardi di mediatore), le attività di conciliazione delle vertenze – seppur in ambito giurisdizionale non tipicizzato –  sono state svolte dall’ausiliario del giudice.

Al di là dell’istituto della consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite entrato in vigore nel 2006, il quale prevede espressamente tra i compiti del CTU quello della conciliazione, la prassi in uso in tutti gli uffici giudiziari nel tempo ha lentamente superato le limitazioni normative presenti nel processo civile di cognizione attribuendo al consulente anche in detti ambiti tale importante funzione.

Il consulente tecnico di ufficio opera – di fatto – in una doppia attività: da un lato quella di  rispondere ai quesiti posti dal magistrato (attività di cognizione), dall’altra quella di operare un componimento della controversia che ponga fine alla causa (attività di negoziazione). Nella seconda questi diviene un vero e proprio conciliatore/mediatore dal quale deve mutuare condotte, strategie e tecniche.

Il volume, che si sviluppa in modo  approfondito ed articolato il tema proponendosi quale utile ausilio di conoscenza normativo –  operativa – procedimentale per tutti i consulenti tecnici di ufficio impegnati negli esperimenti conciliativi, consente di apprendere il giusto inquadramento della materia, le particolari sensibilità e le necessarie nozioni specialistiche per esperire con cognizione ed efficacia i tentativi di conciliazione nel corso dell’attività giurisdizionale di C.T.U.. E’ importante infatti  per il tecnico conoscere non solo il quadro normativo regolante il proprio mandato, ma anche le pratiche metodologie, le particolari tecniche e i passi operativi da applicare per consentire alla parti l’esperimento di un tentativo serio e professionale. Il consulente tecnico di ufficio che intenda promuovere e svolgere l’esperimento conciliativo in corso di consulenza, al fine di condurre con successo ed efficacia tale importante compito, deve poter garantire quelle conoscenze in tecniche, metodi, strategie e modalità operative da utilizzare nel particolare (e delicato) ambito d’intervento.

Ma fondamentalmente il lavoro si prefigge l’obiettivo di far comprendere ai consulenti tecnici di ufficio, che assai spesso sottovalutano la portata della funzione, la reale importanza e la concreta potenzialità del ruolo di conciliatore anche attraverso una nuova considerazione del proprio operato; questi difatti nell’indirizzo di conciliare la lite giudiziaria, pone al servizio della Giustizia, ancora prima delle capacità tecnico – specialistiche, le proprie abilità umane – relazionali, offrendo concretamente alle parti una visione diversa del conflitto che consenta alle stesse di comprendere ed individuare una via nuova e differente per regolare, comporre e estinguere la lite.

Ciò nel precipuo scopo di contribuire ad affermare nella nostra comunità una crescita di senso civico (della quale tutti sentiamo un gran bisogno) ed a conseguire una giustizia più vicina e rispondente ai bisogni della collettività.

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