Il Consulente tecnico di ufficio e l'ausiliario giudiziario (parte sedicesima)
nel MANUALE DEL GEOMETRA E DEL LAUREATO JUNIOR [2009]
Proctor edizioni
di Paolo Frediani
La figura del consulente tecnico e ausiliario giudiziario è un ruolo molto particolare tra quelli che il tecnico può ricoprire nello svolgimento della professione. Difatti l’ambito nel quale questi si trova coinvolto quando supera la soglia di un palazzo di giustizia, ha linguaggi, ritualità, regole e prassi, talvolta sconosciute.
Il tecnico, d’altra parte, è esperto nel settore di competenza ma frequentemente, e non per colpa propria, non lo è adeguatamente nella procedura che lo coinvolge nel corso dell’adempimento dell’incarico di ausilio al magistrato; difatti nel percorso scolastico e universitario non si è mai curata in modo specifico la formazione del futuro esperto per il giudice, ancorché a questi vengano da sempre affidati compiti di rilevante responsabilità.
Ciò è in netta contrapposizione con l’importanza che attualmente contraddistingue il ruolo del consulente tecnico di ufficio ed ausiliario giudiziario.
Questi, infatti, è divenuta figura essenziale per il giudizio del magistrato; in particolare, nel processo di cognizione, quando le liti si risolvono in questioni tecniche (si pensi alle svariate controversie in materia di confini, proprietà, appalti edilizi, contratti di compravendita immobiliare, risarcimento danni e quanto altro), sul consulente tecnico ricade, nella sostanza, la responsabilità di decidere l’esito della controversia.
Ecco che allora non è possibile avvicinarsi agli incarichi di consulente tecnico di ufficio ed ausiliario in modo superficiale, approssimativo o con una preparazione inadeguata. D’altra parte le responsabilità disciplinari, civili e penali che incombono su coloro che svolgono tali compiti dovrebbero costituire adeguato deterrente.
In verità l’attività del consulente tecnico e ausiliario giudiziario sta divenendo sempre più una professione nella professione poiché richiede, oltre alle naturali competenze tecniche del professionista, anche puntuali ed appropriate conoscenze delle norme di procedura civile, delle regole e prassi processuali e del quadro di giurisprudenza di riferimento. Tali cognizioni risultano indispensabili poiché una buona relazione peritale nel profilo scientifico potrebbe non esserlo sotto quello rituale e formale, con il conseguente rischio di poter essere annullata. Ciò infatti potrebbe accadere nella ipotesi di violazione degli istituti del principio del contraddittorio e diritto alla difesa, delle norme regolanti la corretta partecipazione dei soggetti alle attività peritali e di quelle poste a tutela della corretta comunicazione di inizio delle operazioni peritali od ancora nella impropria produzione ed acquisizione di documentazione agli atti del processo.
Il presente capitolo intende fornire una guida a tutti i colleghi, giovani e maturi, per lo svolgimento di questa particolare attività attraverso un’ampia ed articolata trattazione dell’incarico del consulente tecnico di ufficio ed ausiliario giudiziario nel processo civile riformato, dall’entrata un vigore, dal 1° Marzo 2006, della Legge 14 maggio 2005, n. 80. Questo viene fatto in un quadro di riferimenti normativi, pratici ed operativi, per consentire un’attività consapevole e qualitativa, anche nell’indirizzo di risolvere con la conciliazione della controversia il mandato affidato dal giudice.

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